Storie novesi

“Sul lato opposto al negozio proprio nell’angolo c’è il “Dopolavoro di Orlando” (“Carciuoffolo”). Davanti al locale, oltre alle pietre arenarie adibite a sedile, c’è un tavolo con quattro sedie e su una di queste si sedeva sempre “ Zì Nuccio” ( Carmine Romanelli ) con un mazzo di carte a portata di mano, pronto a giocare con chiunque a briscola e tressette.

Al mattino “Zì Nuccio” spesso era solo (la gente andava a lavorare ) e per passare il tempo giocava al “solitario” , intervallando la sistemazione di ogni carta con un fischio particolare ( imitato molto bene da Sandruccio Aloia ). Il pomeriggio “Zì Nuccio” col bastone e il cappello ( anche d’estate ) si sedeva al solito posto in attesa di qualche “cliente” giocatore. Finalmente da Via Cafasso si scorgeva prima un bastone e poi la sagoma “ re Zì Filippo ra neglia” che si affacciava in piazza già stanco per la salita. Allora “ Zì Nuccio” sorridente diceva: “ Vieni Fulì cà nge facimo na partita” e Zì Filippo, camminando adagio e maledicendo qualche ragazzo che lo “ sfotteva ” si sedeva di fronte a Zì Nuccio e iniziava la sfida. Noi giovani ci mettevamo intorno al tavolo per assistere al gioco.

Per divertirci facevamo qualche scherzo a “ Zì Fulippo ”. Uno in particolare, certamente era “ Angelo re Tivo – Tivo ” prendeva un “ Curmo ” di paglia e alle spalle di “ Zì Fulippo ” glielo infilava piano piano nell’orecchio. All’inizio “ Zì Fulippo ” faceva un gesto inconsulto come per scacciare qualche insetto. Ma quando il gioco si faceva più pesante, iniziava a guardarsi intorno con fare sospettoso. Alchè “ Zì Nuccio ” replicava: “ Ne Fulì so i mosche ”.  “ Aggiò capito ” rispondeva “ Zì Fulippo ” ma se mosche vano ngulo sulo a mi ?.

 

* Tratto da  “ Storia della nostra gente “ di Antonio Iannuzzi

  Seduti al tavolo in senso orario Zi Nuccio,  Zi Vicienzo Merola, Don Carlo Zennaro, Zi Aniello  a Ciorra. In piedi Positano Antonio  O Balio, De Vita Aniello Ziculero. Seduto in fondo Zi Michele Positano.jpg